Una breve descrizione della nostra città. Cheti è un concentrato di arte, cultura e storia raccolti nella collina anticamente denominata Teate. Ritroverete la storia nei templi romani in centro storico, l’arte nel nostro meraviglioso gioiello, il Teatro Marrucino, e la cultura nei vari musei presenti in città. Inoltre, grazie alla sua posizione, Chieti vi offrirà una vista meravigliosa sui massicci del Parco Nazionale della Majella e del Gran Sasso nonché delle spiagge appartenenti alle città limitrofe.

La leggenda narra che l’antica Teate fu fondata da Achille in ricordo di sua madre Teti ed infatti lo stemma civico della città riporta proprio Achille a cavallo con uno scudo nella mano sinistra che riporta le quattro chiavi di accesso alla città.

Il centro storico si sviluppa in lunghezza dalla cattedrale fino alla villa comunale. La cattedrale altomedievale dedicata al patrono cittadino San Giustino risale all’XI secolo e dopo varie ricostruzioni è stata completata definitivamente nel XX secolo. Il campanile trecentesco, opera di Bartolomeo Di Giacomo ed infine di Antonio da Lodi, domina il panorama cittadino. L’interno della chiesa è costituito da tre ampie navate coperte da volte a botte, transetto e presbiterio rialzati. Si accede, invece, tramite una scalinata interna, alla meravigliosa cripta nella quale si potranno ammirare affreschi riportati alla luce negli anni e la Cappella del Suffragio ornata di stucchi seicenteschi.

Sulla piazza si affacciano oltre alla Cattedrale, anche il Palazzo di Giustizia ed il Palazzo Municipale.
san giustinoIl centro storico si sviluppa in lunghezza dalla cattedrale fino alla villa comunale. La cattedrale altomedievale dedicata al patrono cittadino San Giustino risale all’XI secolo e dopo varie ricostruzioni è stata completata definitivamente nel XX secolo. Il campanile trecentesco, opera di Bartolomeo Di Giacomo ed infine di Antonio da Lodi, domina il panorama cittadino. L’interno della chiesa è costituito da tre ampie navate coperte da volte a botte, transetto e presbiterio rialzati. Si accede, invece, tramite una scalinata interna, alla meravigliosa cripta nella quale si potranno ammirare affreschi riportati alla luce negli anni e la Cappella del Suffragio ornata di stucchi seicenteschi.

Sulla piazza si affacciano oltre alla Cattedrale, anche il Palazzo di Giustizia ed il Palazzo Municipale.

 
Percorrendo il Corso principale della città, Corso Marrucino, si potranno apprezzare il Teatro omonimo che prese questo nome nel 1861 in ricordo dell’antica popolazione italica che abitava la città preromana Teate. Dopo diversi interventi di ristrutturazione si decise di rendere il teatro ancor più prestigioso. Il soffitto della sala teatrale venne, pertanto, decorato con un grande rosone ligneo, ornato da una ghirlanda di fiori e diviso in otto settori, nei quali trovano collocazione altrettante figure femminili, raffiguranti le allegorie delle arti teatrali e della musica. Il rosone è, inoltre, corredato di medaglioni circolari nei quali sono raffigurati, su fondo oro, i profili dei grandi maestri: Goldoni, Pergolesi, Shakespeare, Goethe, Paisiello, Alfieri, Rossini e Verdi. Il Teatro Marrucino, grazie a questa struttura prestigiosa, divenne negli anni il punto di riferimento per eventi e spettacoli che hanno segnato la storia culturale dell’intero territorio regionale. Le scene del Marrucino furino calcate, infatti, dagli artisti più illustri del panorama culturale italiano a partire da Eleonora Duse, Emma ed Irma Gramatica, Cesco Baseggio, Nicola Rossi Lemeni, Nanda Primavera, per ricordarne solo alcuni, e videro la realizzazione di opere straordinarie tra le quali la prima abruzzese de “La Figlia di Iorio”, messa in scena nel 1904 da Gabriele D’Annunzio.

Ancora lungo il Corso principale si incontrano le Chiese barocche di San Domenico e San Francesco della Scarpa che conserva ancora l’originale rosone duecentesco. Tra gli altri monumenti cittadini segnaliamo la Chiesa di San Giovanni dei Cappuccini, con tele della scuola di Paolo Veronese, l’unica porta sopravvissuta tra quelle dell’antica cinta muraria, Porta Pescara, uno degli angoli più suggestivi della città. Ancora è possibile ammirare quello che rimane della Torre dei Toppi, il Palazzo del Seminario Diocesano, la torre del Palazzo Arcivescovile.
teatro marruccinoPercorrendo il Corso principale della città, Corso Marrucino, si potranno apprezzare il Teatro omonimo che prese questo nome nel 1861 in ricordo dell’antica popolazione italica che abitava la città preromana Teate. Dopo diversi interventi di ristrutturazione si decise di rendere il teatro ancor più prestigioso. Il soffitto della sala teatrale venne, pertanto, decorato con un grande rosone ligneo, ornato da una ghirlanda di fiori e diviso in otto settori, nei quali trovano collocazione altrettante figure femminili, raffiguranti le allegorie delle arti teatrali e della musica. Il rosone è, inoltre, corredato di medaglioni circolari nei quali sono raffigurati, su fondo oro, i profili dei grandi maestri: Goldoni, Pergolesi, Shakespeare, Goethe, Paisiello, Alfieri, Rossini e Verdi. Il Teatro Marrucino, grazie a questa struttura prestigiosa, divenne negli anni il punto di riferimento per eventi e spettacoli che hanno segnato la storia culturale dell’intero territorio regionale. Le scene del Marrucino furino calcate, infatti, dagli artisti più illustri del panorama culturale italiano a partire da Eleonora Duse, Emma ed Irma Gramatica, Cesco Baseggio, Nicola Rossi Lemeni, Nanda Primavera, per ricordarne solo alcuni, e videro la realizzazione di opere straordinarie tra le quali la prima abruzzese de “La Figlia di Iorio”, messa in scena nel 1904 da Gabriele D’Annunzio.

Ancora lungo il Corso principale si incontrano le Chiese barocche di San Domenico e San Francesco della Scarpa che conserva ancora l’originale rosone duecentesco. Tra gli altri monumenti cittadini segnaliamo la Chiesa di San Giovanni dei Cappuccini, con tele della scuola di Paolo Veronese, l’unica porta sopravvissuta tra quelle dell’antica cinta muraria, Porta Pescara, uno degli angoli più suggestivi della città. Ancora è possibile ammirare quello che rimane della Torre dei Toppi, il Palazzo del Seminario Diocesano, la torre del Palazzo Arcivescovile.

la civitellaPer quanto riguarda l’arte la città di Chieti offre diverse strutture tra cui il Museo La Civitella che conserva i reperti raccolti nel bacino del fiume Pescara. L’allestimento, predisposto secondo criteri moderni, valorizza il materiale esposto mediante postazioni multimediali e pannelli didattici di grande effetto. All’interno del Museo sono stati ricostruiti, utilizzando materiali originali, tre frontoni di templi italici del II secolo a.C. e del mausoleo del liberto Lusius Storax, risalente al primo secolo d.C.. Ancora il Museo D’Arte Costantino Barbella intitolato allo scultore chietino, del quale sono esposti numerosi bozzetti, il Museo è allestito nel palazzo Martinelli Bianchi, e conserva affreschi, dipinti e ceramiche degli ultimi sei secoli. Di particolare interesse e pregio la collezione di maioliche del ‘700, prodotte nelle manifatture di Castelli. Tra le opere di maggiore rilievo si segnalano un autoritratto in bronzo di Vincenzo Gemito e le tele di Filippo Palizzi e di Francesco Paolo Michetti. Ultimo ma non per importanza il Museo Nazionale Archeologico di Chieti allestito in una villa comunale appartenuta alla famiglia Frigeri e ripercorre le tappe più importanti della storia archeologica abruzzese. Per la modernità dell’esposizione e la fruibilità dei materiali esposti da parte del visitatore, il museo è stato insignito del titolo di Museo Europeo dell’anno. Il percorso comincia con la mostra di reperti provenienti dalle necropoli i principali siti archeologici. Di particolare rilievo di oltre 500 esemplari – bronzetti, ceramiche, piccole sculture – appartenenti alla collezione Pansa. Il pezzo più rappresentativo del Museo è il cosiddetto Guerriero di Capestrano – statua funeraria del re Nevio Pompuledeio – documento dell’organizzazione monarchica delle civiltà abruzzesi durante il Vl secolo. in una sala attigua sono esposte le tre stele di Penna S. Andrea, che invece testimoniano l’evoluzione sociale degli insediamenti italici, trasformatisi in ‘res publica Sabinorum’ solo un secolo dopo. l’attività del Museo si arricchisce di mostre temporanee, convegni e conferenze.

processioneTra le tradizioni e le ricorrenze occorre ricordare la Processione del Venerdì Santo che è tra le più antiche d’Italia risalente all’842 d.C.. La processione si svolge al crepuscolo, orario in cui la città si veste di una luce del tutto particolare, iniziando dalla cattedrale per svilupparsi in tutto il centro storico. Migliaia di persone si radunano ai lati delle strade per assistere alla rievocazione della passione e morte di Gesù. Ad accompagnare le confraternite che ogni anno partecipano al rito ci sono il coro e l’orchestra dell’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti che contano più di 200 elementi tra cantori e musicisti che eseguono il miserere di Saverio Selecchy, uno dei testi più toccanti esistenti riguardanti la morte di Gesù. Il Miserere infatti rappresenta il canto del dolore, della richiesta di misericordia a Dio dell’uomo in tutta la sua fragilità.

Ancora ricordiamo tra le manifestazioni cittadine più apprezzate, il Maggio Teatino e la Settimana Mozartiana che si svolgono rispettivamente a maggio ed a luglio tutti gli anni. Maggio Teatino cartellone di eventi culturali, sociali, istituzionali, sportivi, di solidarietà e di intrattenimento durante il quale si cerca di favorire il dialogo all’interno della comunità e lo sviluppo di nuovi progetti soprattutto vicini ai giovani. La Settimana Mozartiana invece è una kermesse di calibro internazionale nella quale trovano spazio artisti locali ed internazionali nell’ambito della musica classica, della lirica ed ultimamente con un’attenzione particolare al mondo del jazz.

buskersNel mese di agosto, ormai da diversi anni, a cavallo della festività del Ferragosto, la città di Chieti si trasforma in un enorme palcoscenico sul quale si esibiscono i Buskers, meglio conosciuti come artisti di strada. “Chieti in Strada” è un festival che oramai dal 2006 richiama artisti e moltissimi turisti che popolano il centro storico fino a notte fonda! Vi invitiamo ad una delle rassegne di Arte di Strada più popolari del centro Italia!